Le cellule staminali del cancro alla prostata

Nuova terapia per il tumore alla prostata

Nella parte occidentale del massaggio prostatico

I soldi sono arrivati nele in poco più di un anno sono già disponibili i primi risultati. Il dottor Carlo Sorrentino e la dottoressa Stefania Ciummo, sono i principali autori degli esperimenti. Interleuchina 30 è una proteina prodotta dal sistema immunitario, che secondo lo studio abruzzese di prossima pubblicazione sulla rivista Cancer Research, è in grado di condizionare il comportamento delle cellule staminali del cancro alla prostata, rendendole più aggressive.

Sono loro a causare un ritorno di malattia, anche a distanza di molti anni, quando riescono a sopravvivere alle terapie. Inoltre, favorisce la angiogenesi tumorale la capacità, da parte di un tumore, di formare una rete di vasi attraverso i quali si alimenta, ndre la le cellule staminali del cancro alla prostata. Si lavora anche sul fronte delle nano-tecnologie, sempre per cercare di bloccare in maniera selettiva, a livello prostatico, la produzione della molecola attraverso dei nano-vettori.

Altro obiettivo è quello di estirpare tutte cellule malate, ma in maniera personalizzata. Dopo il cancro alla prostata lo studio riguarderà anche il carcinoma mammario. Al momento, la presenza di Interleuchina 30, viene considerata un indicatore prognostico. Conferenza delle Fondazioni Universitarie, Capasso vicepresidente.

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